Birra e felicità

Facebook in ogni momento mi chiede a cosa io stia pensando e se voglio nominare un erede. 

Non capisco che cosa gli faccia credere che io sia in grado o abbia voglia di farlo o quanto mi freghi comunicare al mondo i cazzi miei. 

Figuriamoci se scivo su facebook se odio l’intero pianeta o se sto pensando di farmi frate.

A dirla tutta non so manco xchè ci sto sul social…io, visto che a detta dei più sarei un a-social.

Sarò forse un infelice che detesta vedere la vita mormale degli altri?

Sarò forse un arido e arcigno signore afflitto dai primi segnali della demenza senile?

Nel dubbio mi s-cancello e mi faccio una birra col rutto.

Tiè!!

Defunzionalità

L’Italia diventa sempre più un paese di merda.

Nulla funziona piu come una vota. Lavatrici, telefoni e pure sopratutto gli uffici.

Oggi sono stato al centro d’ascolto e non c’era nessuno…e non mi son potuto fare ascoltare.

Avevo la necessità di conoscere impressioni o ricevere consigli sulle lusinghe del mio amico immaginario, sulle sue eresie.

Si chiama Picci e mi tormenta con le sue fantasie .

Mi dice che allo specchio non vengo bene, che dovrei trovare una cornice più consona alla mia attuale personalità.

Anche quando siamo per strada insiste sullo stile rococò del 700 veneziano.

Mi perseguita anche con critiche inerenti il mio modo di vestire. Inutilmente lo minaccio di cambiare amico immaginario.

Picci è molto intelligente e sa bene che io non riesco ad immaginare nulla di diverso.

Forse è colpa mia ed il fatto che io mi fissi su come dovrei fare ad immaginare mi confonde ancor di piu.

Il centro d’ascolto non funziona

La mia immaginazione non funziona

Anche lo scarico del water non funziona

Italia di merda

Vivere a Belloculo II

Vivere a  Belloculo  ha i suoi vantaggi.

Ci si conosce tutti quindicimilaquattordici ,per nome o per soprannome. È difficile passaggiare per le vie senza rivolgere o ricevere 40/50 saluti e se c’è il sole anche di più.

Non ci sono condomini ma solo casupole e casette tra voragini sull’ asfalto che noi bellaculiani chiamiamo “buche”.

La verdura costa pochissimo. Rape 0.30, cicorie 0.40, cavoli 0.20 ecc.

La frutta è pure economica ma solo quella km 0, quella estera come mele e pere invece è carissima.

A Belloculo c’è una piazza con la fontana, un’isola pedonale semideserta perché qui si va in macchina anche in bagno.

Ci sono 2 banche, solo per i ricchi e sono sempre aperte tranne la domenica.

Ci sono 10 chiese, solo per i poveri e pure sono sempre anche la domenica.

Si è tutti molto pigri anche nel fare sesso tant’è che è molto comune il ritorno allo stato di verginità. Di certe cose poco essenziali qui non ci si ricorda.

Dovere di tutti è leggere i necrologi la mattina ed eventualmente organizzarsi per le condoglianze, innaffiare le piante e procacciarsi il cibo se si vuol mangiare.

Non ci sono mezzi pubblici da quando hanno abolito le diligenze  però l’aria è buona anche se non ce ne a sufficienza per tutti.

Il sesso delle cozze -post scentifico-

Il sesso delle cozze è dato dal loro colore.

I maschi sono chiari con una tendenza all’azzurro/verde e le femmine sono di colore arancio aragosta/mandarino ecc.

E’ facile dire cozza ma in verità bisognerebbe distinguerle anche per sesso.

Al ristorante di potrebbe chiedere 5 cozze maschi e 3 femmine o un’impepata di soli maschi, così come si chiede una tagliata di chianina o un petto di pollo -mai chiesto una tagliata di toro chianina o un petto di gallina???-

Siamo un popolo di imprecisi tutti noi abitandi della terra e scegliamo sempre solo in base alla fame.

 

Comunque, dicevo…si delle cozze!

La distinzione dovrebbe essere automatica poichè i diversi sessi del mollusco non hanno lo stesso sapore -sopratutto nel periodo riproduttivo- nonostante vivano attaccate allo stesso scoglio e condividendone il bisso.

In effetti anche noi umani non abbiamo lo stesso sapore anche condividendo la stessa casa. Ovviamente non ho mai assaggiato un umano -almeno in questa vita-, per ora,   credo che sia una cosa naturale la differenziazione delle caratteristiche organolettiche dei sessi.

Per non parlare poi delle 3 specie più comuni conosciute -cilena, atlantica e mitilo-

La clientela dei ristoranti diventa sempre più esigente e tra poco così come mi chiedono l’acqua del bengala mi domanderanno presto una zuppa di cozze  femmine del cenere mitilo.

Mi sto attrezzando e nella mia taverna presto ci sarà “la carta delle cozze” e per quanto possa sembrare una cosa da ridere io che sono un tipo preciso odio la confusione.

Non trovo nulla sulle calorie però  e mi sembra stano che tutte le cosse abbiano le medesime -84-, maschi, femmine, cilene, ecc.

Anche la letteratura lascia molto a desiderare. Parlano tanto di scenza e poi si scivola nella dozzinalità.

Che schifo!

Niphus’ party

Ok eccomi! Ho deciso di organizzare una festa, per due motivi

1 si dice che io sia un pessimista e invece non è vero. Sono solo un umile realista ma so anche divertirmi -se proprio devo-

2 qui a Belloculo i vigli urbani dicono che i blogger sono tutti degli svitati e vorrei dimostrare che non è così

Ci sarebbe anche un altro motivo…mi annoio.

Mia moglie Pattykor  è contenta che la casa sarà piena di gente e i vicini non potranno dire che siamo sempre da soli.

Chiedo scusa ai non invitati ma la colpa è delle poste e dei postini poichè il l’invito l’ho esteso a tutti.

Cala la sera e l’immenso viale di casa Niphus s’illumina di fiaccole. E’ una bellissima serata e l’unico preoccupato è solo il parcheggiatore davanti casa mia.

I figli sono davanti alla playstation e non hanno minimamente idea di cosa succederà da qui a due ore.Nenache il cane. Neanche io però….

La prima ad arrivare è Anna di manutenzione piscina e mente varca il cancello in ferro battuto mi domando che c’azzecchio il nome del suo blog -chiuso e sepolto- con lei e con la sensibiltà dei sui commenti. Appresso arriva avvocatolo   con una vecchia vespa modificata a sidecar sollevando un polverone da “tempesta di sabbia”. Come al solito nel posto del passeggero ha una pila di copie del suo ultimo libro .

Vinvivendo è di la, tra i fornelli e l’odore di fritto appesta tutta la casa. Mi tocca richiamarlo all’ordine e ricordargli che la mia casa è dotata di cappa aspirante.

In un momento c’è un sacco di gente e per un istante ho creduto di aver invitato tutti ad una festa in maschera ma poi realizzo che sono facce vere.

Suzieq11 si è già aggrappata al palo della lap dance che sembra una vite centenaria e Gigi Faggella  è li con tutti i suoi tatuaggi -che sembra un galeotto- a fare il tifo per un pezzo di reggiseno della nona misura.

Avvocatolo ha abbordato manutenzione piscina che è l’unica con la borsetta capiente da poter contenere 10/12 libri.

Ecco Caterina Rotondi con tutti i suoi papaveri che entra come una diva porgendo il guanto a tutti per il baciamano.

Ysingrinus come al solito ha le dita nel naso e chiede sesso anche alle cameriere.

Silenzio di tomba… in un momento la platea s’ammutolisce, la musica smette di suonare e appare come in una visione da paramaunt la padrona di casa con abito da sera lungo che le comprai all’ovviesse nel 1995. La sua bellezza sfolgorante è d’invidia a tutte le donne.

Eccola scende le scale come se fosse una gatta e lo stascico ricopre tutto il perlato di Sicilia.

Il frastuono ricomincia e le urla da tifo di Giggggi Faggella danno l’idea che questa festa stia sempre più trasformandosi in un baccanale mistico.

Nel bagno Cecilia Gattullo disegna anime anche sul water mentre . La mela sbacata cerca di sfondare la porta pensando che qualcuno dentro si senta male.

I balconi pullulano di genti, 321 click cerca una birra mentre Ysingrinus  la tacchina per farsi fare una foto artistica di nudo e poi si gira verso Intempestivo viandante e tacchina pure lei….insistentemente come il suo solito.

Silvia che sgrida tutti e grida “LAZZARONI”!!!!! MALUCATI!!!!Intempestivo viandante è daccordo.

Mariannecraver cerca di sgomitare Suzieq11 che ha consumato il palo e vuol continuare ad essere la protagonista sul cubo.

Vinvivendo  domanda gridando dalle cucine se può buttare la pasta ma nessuno l’ascolta.

La musica da discoteca è assordante, lo champagne scorre a fiumi e i vigili è da mezz’ora che suonano il campanello perchè il parcheggiatore s’è ubriacato e fuori c’è un casino di macchine e il camion della monnezza non può passare.

Belloculo è in delirio e si è sparsa la voce che a casa Niphus ci sia un’orgia promiscua.

Dal fondo del salotto alessialia urla che vuole gli arrosticini mentre maplesexilove le fa il dito con le due mani lunghissime mentre la rimprovera che le carni rosse fanno male.

Intanto manutenzionepiscina ha comprato 20 libri  e Avvocatolo cerca di spiegare il contenuto impossibile a lamelasbacata e a Cecilia Gattullo che ormai lo conosce a memoria ma non se lo ricorda.

Il Palmer & Co scorre  e penso che il mio direttore di banca domani sarà contento appena avrà visto il mio estratto conto.

I bicchieri s’ammicchiano e le cameriere faticano a raccoglierli.

Vinvivendo grida ” E’ pronto! La pasta si scuoce” e dal balcone qualcuno RIgrida che vuole gli arrosticini.

Gigi Faggella trotterella talmente tanto che tutti i suoi tatuaggi prendono vita se sembrano andare per i cazzi loro in giro per la casa.

Pattykor intanto intrattiene le uniche sobrie manutenzionepiscina e 321 click detta anche ” la spugna di Milano” e racconta di quanto sia felice di vivere con me.

I vigili hanno bruciato il campanello e son li con un vecchio coperchio a battere il tam tam. Suzieq11 dal terrazzo gli grida “venite anche voi…dai !!!” La strada è un casino! Vinvivendo bestemmia perchè la pasta si è scotta e Caterina Rotondi lo consola con parole buone.

In effetti io ho una fame della madonna e allora invito tutti a sedersi, a prendere posto. Nella taverna di casa mia pattykor ha preparato un tavolo imperiale di 40 metri e ha apparecchiato con i 200 servizi di posate e piatti che ci regalarono nella notte dei tempi, il giorno che ci sposammo.

Menù tutto cucinato da Vinvivendo:

Antipastini d’umbria e cazzi vari della nonna

Primo piatto a scelta

Pici alla lepre

Secondo piatto

Friccò di Gubbio misto

Contorno

Cicorie di capo e salamelle

A dessert ha pensato mia moglie da vera padrona di casa

Torta margherita

Le cameriere indaffarate come al pit stop di una pista di go gart, s’affannano a rimpilzare gli avventori. Da lontano si sentoni i rantolii dei vigili che annaspano sfiniti davanti alla porta.

I blogger s’avventurano in interessanti conversazioni. Silvia spiega a Ysingrinus che il troppo sesso fa male mentre Suzieq11 cerca di convincere Manutenzione piscina che il cloro rovina la pelle.

Dalla cantina mi avvertono che il primitivo è quasi finito e allora esorto gli inservienti a dar sotto di negramaro.

Cecilia Gattullo dipinge anime sulla sulla tovaglia di corredo e già penso che ne farò un quadro da tenere per me.

Bella serata comunque. Gente viva, intelligente. Peso che sia bellissimo averli tutti qui, insieme a condividere .

Il blog in fondo che cos’è? E’ condivisione di idee. E’ libertà d’espresione.

Chiedo scusa a chi non ho nominato ma io ho la memoria corta e poi le poste hanno fatto il resto.

SI RINGRAZIANO GLI INTERVENUTI

https://ceciliagattullo.com/

-https://pattykor122.wordpress.com/ –

– https://avvocatolo.wordpress.com/ –

https://vinvivendo.wordpress.com/

-https://suzieq11.wordpress.com/-

https://gecolife.com/-

-https://caterinarotondi.com/-

-https://giardinointeriore.wordpress.com/-

-https://321clic.com/-

-https://lamelasbacata.wordpress.com/-

-https://intempestivoviandante.wordpress.com/-

-https://anagenesi.wordpress.com/2017/03/02/muoiono-tutti/comment-page-1/#comment-6267-

-https://yziblog.wordpress.com/2017/02/21/non-e-che-se-gesu-ti-ama-tu-rispondi-che-volevi-solo-del-sesso/comment-page-1/#comment-55379-

-https://ilmioblogpercaso.wordpress.com/-

-https://maplesexylove.wordpress.com/-

 

 

 

LO SPONSOR DELLA SERATA

Il libro di Massimo

STORIA DI UNO STRANO

Compratelo tutti. Ho conosciuto Massimo e lui è stano davvero e quindi scrive solo cose strane.

POI MI DITE CHI HA ROTTO LA TAVOLETTA DEL WATER.

MI GIRANO PERCHE’ C’ERANO LE ANIME DI CATERINA GATTULLO E VOLEVO FARCI UNA CORNICE. CAZZO!!

 

 

Volontà di una futura salma

Sia chiaro e lo dico fin d’ora che non voglio la banda. In fondo in fondo se uno e proprio morto e non capisco che cazzo ci sia da suonare.

Vorrei un catafalco semplice, di legno, naturale, economicissimo, rivestito in lino, senza pizzi ne fronzoli.

Mi piacerebbe una camera ardente riscaldata e con qualche seggiola -poche che detesto la confusione -. Il mio Amico Gianluca -pompe funebri di fiducia- saprà come fare.

Si mettano i numerini all’ingresso e si acceda 2 per volta che non voglio far stancare i miei famigliari e poi le code mi annervano.

Si apponga un cartello sull’uscio di casa ” vietato l’ingresso a chi nella vita non ho mai conosciuto, è a chi non ho mai sofferto”.

Poi gradirei 4/5 prefiche nella perfetta tradizione salentina, col grembiule della nonna con pettorina, a righe, vecchie, bruttissime, col culo lago e con il neo peloso sul naso. Mi raccomando, che piangano tanto da far ridere -gradirei anche si strappassero i capelli, a ciuffi-, su questo non si badi a spese.

Non portatemi piante -mia moglie ha un sacco di pregi ma le manca il pollice verde e le farebbe seccare- un obolo da dare in beneficcenza all’associazione Angela Serra sarebbe gradito.

Vedrei di buon occhio un barman per offrire un drink agli intervenuti.

Sono sempre stato un uomo puntuale e mi piacerebbe lo si pensasse fino all’ultimo e quindi che prete e beccamorto non aspettino.. ci tengo!

Funzione semplice e se possibile si dica chi ero e non dove sarò -non vorrei si sapesse visto che le banche hanno le orecchie lunghe-.

Sepoltura a terra -anche senza cassa va bene- . Niente fiori -stanno bene nei campi e non sulle carogne- accetto la foto -solo se la lapide e necessaria- ma che non sia vecchia di vent’anni  una di quelle facebook va bene.

Il mio testamento è in una busta sui faldoni dell’archivio -sotto i libri antichi-, lo si apra 5 giorni dopo la partenza. Assieme ci saranno delle buste personali x i miei figli e la mia consorte.

A mia moglie ditele che l’ho sempre amata. Diteglielo voi poiché neanche se lo grido da dove sarò ci crederà mai..

Chi rimane non dimentichi di ringraziare che non si dica che la mia prole è scostumata.

Muoiono tutti

E tutt’intorno la gente sparisce lasciando le tracce del proprio passaggio. Auree sfocate di un’alba artica.
Si spengono tutti, piano piano come candele di un’offertorio che non si resetta mai.

Con un click una luce si spegne e da qualche parte due o tre si riaccendono e con lo scorrere del tempo si chiuderanno anch’esse…poi.

E siam sempre qui a salutare con le nostre lascime, affranti nei ricordi con lo stomaco chiuso, lacerati dentro.

Noi, fermi, collocati nella nostra misera vita a continuare la strada carichi delle nostre incertezze.

Una messa dopo l’altra, un funerale dopo l’altro, avvolti in un ciclico lutto, fragili spettatori di un dolore immondo che viola volti e fattezze.

Impotenti al cessar della vita riconosciamo più volti al cimitero che passeggiando in piazza.
Amici, parenti, son tutti li! Ammuccchiati gli uni sugli altri come cose inutili da spolverare, come cose vecchie.

Ci hanno lasciati qui, a vivere per mangiare, a pagare le tasse, ad innafiar le piante

Qualsiasi cosa

In ogni luogo e sempre sarai… qui con me…in questo mio vecchio cuore.

Una storia raccontata, immaginata e vissuta..ogni giorno, una nuova,sempre…

una appresso all’altra come pagine incollate di un libro rosa senza nessun senso logico se non la vita stessa.

Ogni mattina che il sole ti bacia hai l’odore di una torta appena sfornata e sei sempre qui, tra tutti i miei momenti, zampetti le tue infinite tarantelle, colorando qualsiasi cosa con il tuo solo sorriso

e mi rigiri come un tornado

e mi rimischi mente e pensieri, corpo e anima ed io non so più che fare, che dire se non guardarti sempre come se il mio stesso essere dipendesse da ogni tuo respiro.

Brillano di luce queste millemila onde, saremo ancora qui domani, su questo stesso scoglio a guardare insieme il tuo orizzonte.

Qualsiasi cosa….anche la canna da pesca,  rosa….delle Winks

Qualsiasi cosa. Per te!

Posizioni

L’orizontalità ci pone inevitabilmente verso un punto cardinale con l’inevitabile influenza che il campo magnetico genera.

Il sangue fluisce facilmente verso il cervello e ingolfa di pensieri nocivi la sua mente con contorni di illusioni e incubi.

in posizione ripetuta le ossa duolgono e con esse il fisico degrada e si atrofizza.

Essa può essere eterna,priva di  vita…disgregante e inutile.

La verticalità invece ci colloca verso il sole e la sua luce.

 Motiva la testa a cercare continui e nuovi stimoli attraverso gli occhi ed i sensi.

È vero che la gambe forse ne risentono ma abbandonarsi su una seggiola di certo non interrompe la posizione.

La verticalità non è mai eterna e questo non è proprio male finchè si ha voglia di vivere.

Unhopeful ?

 

Mi chiedo ancora quanto e se sia importante trattenere a se le trasparenze.

Meglio il niente o un’ ipercettibile forma di materia tra le dita?

Le mani trattendono il vento e con esso la luce, qui di fronte a questo buco, da dove tutto passa e dove ognicosa finisce triturata da un sinistro vortice.

E’ solo questione di tempo dunque?

Prima che tutto mi scappi e finisca inghiottito dal buio? Prima che tutto finisca e si sporchi mischiandosi in una indefinita cloachea  forma?

La verità è che per quanto uno voglia rinunciare e seguire quel che pare la ragione, finchè vi sarà anche un solo, impercettibile alito di vita, un’esile forma di energia le mie dita rimarrano ferme li a trattenere trasparenze e la loro luce.

Fino a che le mie ossa potranno, finchè avrò vita o speranza.

Continuerò a sognare un’illusione.

Fino a che la mia mente potrà, finchè avrò vita o speranza

 

Ti aspetterò

Magica questa notte.
I lumi sono spenti in riva al lago…non capita mai .
È quiete, gli uomini dormono.
Da qui a li solo noi ..i nostri passi che seguono le nostre ombre proiettate dalla poca luce di due finestre su queste bordure di gerani.
La tua mano è calda e sol ora me ne avvedo.
Ho i tacchi logori li sento batter sulla pietra ad ogni passo e un po mi irrita questo rumore che uccide il silenzio.
Ecco il nostro salice, è sempre uguale. Ondeggiano le foglie che senbran danzino per noi questa sera.
Ascoltalo ..sembra voler soffiare via tutto quello che stanotte non ci occorre.
Siamo solo noi!
Forse riusciró a chiederti di non partire..di rimanere qui …con me…per noi.
Le tue mani tra le mie…un bacio…morbido.
Il mondo gira e sulla sua groppa il mio cuore si agita.
Sento il tuo calore…il profumo del tuo respiro.
Le tue labbra…. calamite.
Io….non vorrei finisca mai..mai.mai.
So che partirai e so che attendero qui il tuo ritorno…in riva a questo lago…sotto questo salice…qui come una salma….attenderò di respirarti ancora

W l’Italia

Viviamo nel  paese dei cocomeri.

Una terra dove mentre i media fanno vedere le ricette di tendenza per proporre la polenta o i bellissimi giochi quitz per gli ultimi dementi teledipendenti un quarto della nazione vive un dramma immenso di neve i frullazioni -terremoto-. Un dramma immane, mai visto né sentito che semina morte e disperazione -che forse è pure peggio-.

Un paese  meraviglioso dove i sindaci d’abruzzo non riescono neanche a capire quanta gente della loro – che poi sarebbe nostra – sia viva o morta.

Che cosa saremmo noi senza la protezione civile, senza i vigili del fuoco, i carabinieri e tutte quelle persone, quei padri di famiglia che per poco più di mille euro risciano la vita per dovere e dignità?

Che cosa siamo noi con un sistema che non funziona che continuamente s’ingrippa e cede o si perde a causa dell’inefficienza, della burocrazia e dell’incompetenza??

Penso a quelle genti intrappolate nelle loro case traballanti, senza medicine, senza luce, senza nulla da mangiare e senza la possibilità di scappare, per non divenire  schiacciatine o morire di fame.

Dove stà la comunità europea che tanto ci hanno propinato? Che senso ha essere un’appendice di qualcosa che ci pesa che ci succhia pure il midollo e non ci arricchisce neanche di un po do civiltà???

Sarebbe ora credo di dare un calcio nel culo a tutti questi politici che spompinano a destra e a manca pur di tenere il culo al caldo su una poltrona , senza un briciolo d’umiltà e coscienza.

E se ne vanno ad Atene, in giro a cazzo a lustrar castelli, coi loco cappotti belli, a organizzare le loro guerricole i loro giochetti e poi  esprimono “vicinanza”….pagati da noi, dai nostri sacrifici, da noi che siamo sempre più indotti a vestirci di stracci per ingrassar cinesi e compagnia bella grazie ai “miracoli” della globalizzazione.

Sti viscidi  con le giacchette firmate e le faccie da culo che ci stanno facendo perdere la nostra identità, na nostra moralità e pure il  timor di Dio.

Nevica a Belloculo!

 

Nuvole grige coprono il solito sole come uno spesso coperchio di zucchero a velo

La lagna del vento tappa le orecchie, riempie ogni anfratto e concave cose

Neve che felpa ogni passo e ghiaccia quel che ancora si muove, trasformando paesaggi …cose, cambiando simmetrie e prospetti con le sue rotondità,  chiudendo il mondo in piccoli batuffoli di legami covalenti.

Lenti e sinuosi si alzano i fumi da vecchi camini bislacchi

e ancora volgo gli occhi al cielo

e ancor mi sorge d’esser tranquillo e felice di pensare,  d’esser qui,  vivo a sentir questa brina ghiaccia che come farina mi passa sul viso e lo carezza

Il tempo rallenta e i pensieri migrano al cuore…

tutto tace!

il mondo intero TACE!  Con le sue frivolezze…

con il suo correre

coi suoi capricci.

Ogni cosa si ferma nel suo temporale letargo .

Nevica!

Il vino mi parla

Francamente, non so come diavolo faccia da quella bottiglia..

Mi dice cose indescrivibili e inopportune, sa solo confondermi e basta.

Non mi fido affatto di cose dette da un liquido. Che già quel he dicono gli umani fa cagare a volte ..figuriamoci le sue.

Sarà l’ora tarda o quel che oramai era nella bottiglia o sarà che sono solo stanco. È tutta un’impressione, un’illusione vaporosa…nebulosa ma sento parole nelle orecchie che nella zucca fanno toc. E non ho più voglia di sentire.

Ti tappo e stop!!!

Preferisco rimanere con la mia solitudine, almeno essa sta zitta e non bisbiglia ne blatera.

Vorrei, x Natale

Dunque si, ci si prepara ad un Natale, ovviamente come gli altri, se non peggio.

Aleppo come Sarajevo, come Auschwiz

Natale di odio e repressione, di massacri ed eresie…di sangue e cattiveria. Natale …moderno con i soliti eccessi.

Un Natale che non cambia mai! 

Un sacco di gente che muore di fame e tanti che fanno a gara per comprare cose insignificanti che probabilmente non serviranno mai veramente a nessuno.

Cose incapaci di generare ricordi o far nescere emozioni…cose sterili, inutili e scontare.

Un Natale come tanti, pieno di dolore immenso…terribile…lacerante, ma mica per tutti. Solo per gli sfigati della terra -che poi sono i piu-.

Natale con le sue lucine colorate, con l’albero più grande, coi panettoni di plastica, con la neve di plastica, col cuore….di plastica.

Natale di lusinghe e finti propositi …pazzie, finzioni  choelesche, e bugie….tante!

Il Natale sarebbe bellissimo credo…se non fossero gli uomini a farlo, a costruirlo.

Ma quando guardo le stelle dietro questo vetro saturo di condensa, vedo il  volto di un bimbo che non sa, che non capisce e penso che forse un po di quel Natale antico, originario ancora c’è…da qualche parte…in qualche casa fredda, muffita, dove non serve nulla che è di questa terra, dove solo una candela basta a riscaldare.

Non voglio credere che sia tutto qui, come lo vediamo e come ce lo fanno vedere e se proprio devo regalarmi qualcosa, oggi vorrei… regalarmi un’illusione, un sogno…una speranza.
Buon Natale

 

 

Fortune 

È bello essere alti!

Si posso scegliere i mandarini dalle cassette dove i più non arrivano.

È fantastico prendere i prodotti con le scadenze più lunghe o scoprire le predisposizioni altrui alle calvizie.

ànemos

foglie-autunno

Come foglie d’autonno siamo…

In balia di correnti e turbinii

Unicamente pieni delle nostre finite leggerezze

Scoloriti margini di definiti seccumi e sensi

Foglie che crepitano tra i sassi che ondeggiando  ascoltano solo i propri profondi silenzi

Foglie silenti …che carezzano ranuncoli e cardi…tra tratturi e colli

Lamine contorte dal sole in un’immensa rigidità che manco più ricorda clorofillee e vitali cellule

Fissati su noi stessi ad acchiappare questa vita che come sabbia fluisce  via e scivola da tutto …. e su tutto

Cerchiamo nell’affanno di lasciare traccia o segno che perduri l’eterno ed inganni la fine
Illusi dal nostro strabismo cosmico che confonde e altera la realtà del profondo essere ….anime.

IV Secolo prima di Cristo o oggi ?

Quando un popolo divorato dalla sete di libertà ha per capi malaccorti coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino a ubriacarlo, accade che se i governanti resistono alle richieste dei sudditi sempre più esigenti essi vengono dichiarati reprobi e accusati di voler togliere la libertà. E accade pure che chi si dimostra disciplinato verso i suoi superiori viene definito un uomo senza carattere, un servo, che il padre impaurito finisce per trattare i figli da suoi pari, che il figlio non ha né timore né reverenza pei genitori, che il maestro non osa rimproverar gli scolari e li adula, sicché costoro si fanno beffe di lui e pretendono gli stessi diritti e la stessa considerazione dei vecchi. E i vecchi per non apparire troppo severi danno ragione ai giovani. L’anima dei cittadini si fa allora sofferente all’estremo, e ovunque avvengano casi di sottomissione i più se ne sdegnano, e non ammettono di ubbidire, e finiscono col non curarsi delle leggi scritte né delle leggi non scritte, e non hanno più riguardo né rispetto per nessuno. In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa la malapianta: la tirannide. Infatti ogni eccesso suole portare all’eccesso opposto, sia nelle stagioni che nelle piante che nei corpi, e a maggior ragione nei reggimenti politici.

Platone

Special krismasssss

Ammetto che le mie manie di grandezza hanno contagiato tutti nella mia famiglia, vecchi e nuovi.

L’albero di natale di casa Niphus è proprio grande e con i suoi 26 metri di diametro sta proprio bene piantato li nel salotto.

Il puntale quest’anno è un colorito Babbo Natale e sul suo colbacco – è russo- c’è una piattaforma x decollo e atterraggio di elicotteri.

Quest’anno per mettere le luci in cima ho dovuto noleggiare una gru a braccio e allargare la porta per farla entrare, spostare tutte le poltrone e tavolini…un casino immane. E quando avevo quasi finito mia moglie voleva che spostassi una pallina posta a 35 metri d’altezza.

 Comunque un bel lavoro, quest’anno tutto rosso e bianco, bellissimo ovviamente perché non l’ho progettato io. 

Tra le fronde di plastica due cormorani si accoppiano facendo frastuono di campanelle e sembra che i cherubini ballino. Un po d’animazione non guasta mai.

Spero vadano a nidificare altrove prima che la  base si riempia di regali e pensierini.

Preoccupazioni terrene

Si sono preoccupato.

È risaputo che io ho una locanducola -giusto na cosetta- e considerando che qui i giovani o sono via o sono disoccupati,  ultimamente le uniche persone che festeggiano sono ultraottantenni o giù di li. Mi chiedo cosa farò quando saranno tutti sotto terra, sotto portafiori di crisantemi o dalie di plastica. È risaputo che di là chi sta di qua non ci può andare e manco il catering posso fare. Maledizione! Addio feste e baccanali.

Già mi ci vedo, qui a far le ragnatele o in un angolo al lume del petrolio a scolar sambuca per affogare qualche nostalgico ricordo.

Mi vedo li su quella seggiola traballante a raccontare di quando la gente si divertiva di quando propinavo proteine e ramazzavo prima lire e euro poi. Troverò qualcuno disposto ad ascoltare le mie parole??

Schiumarole appese tra mestoli a tintinnar nel silenzio del deserto. Ragni che fanno hokey sui banchi di acciaio inox tra la polvere che il tempo semina. Un rubinetto perde gocce che scavano un vecchio tagliere logoro e muffito.

Giorno dopo giorno, tutto uguale fino all’inevitabile chiusura. Che tristess ! E pensare che avevo comprato il portafogli nuovo, di pelle, italiano e grande.

Un posto da griglia

Qui a Belloculo tutti hanno un barbecue.

Anche don Antonio ne ha uno, proprio dietro la sagrestia.  Comincia a far braci fin dall’ora del vespro e tra un “pregate” e un “ave Maria” sparisce e va a rigirar costine.

Dicono che lw sue ostie siano più saporite e per questo le sue messe sono sempre cosi affollate.

pure io ne ho costruito uno, a due piazze, immenso e rivestito di mattoni refrattari.

Quando ho fatto il collaudo un vicino ha chiamato i pomperi.

Avevo bisogno di una cosa grande perché la mia casa è un porto di mare e poi sono da sempre un megalomane. Qui nel profondo sud mangiamo i cavalli – perche’ non ci sono bisonti o alci…purtroppo- e ho sempre sognato di farne uno alla griglia…intero.  Mia moglie dice che forse avrei dovuto costruirci una gru o un argano vicino ma allora non immaginavo quanto pesasse un cavallo e non soffrivo di sciatica. Intanto mi accontento di piccoli pezzi di carogne. Punte di petto, polli, piccoli conigli indifesi,  qualunque cosa abbia un po di grasso insomma. 

A belloculo siamo tutti in po selvatici e poi la dieta mediterranea è fuori moda.

Autunno

Pampini, di viti giacciono come sopiti e stanchi

tra i filari erbosi e oscultano il crepitio del loro stesso rinsecchire

volgono la pancia al sole d’ottobre che nulla ha da riscaldare su questa terra che ha già dato… per quest’anno

mirano nuove stagioni e solstizi che col loro tempo strappano lembi che diventano polveri e altre energie

pampini, rotolano giù per colline e tratturi tra fichi morti ed olivi , verso l’unica roccia che ne segnerà il destino

e il sole tramonta qui,  in questa chiasura dove il mondo finisce e comincia, dove seguirà un’alba nuova e radiosa che darà calore e luce….ancora.

Sirian park

Qui al parco Ricchiello la giornata è bellissima oggi.

Elena gioca con i bimbi siriani che scavano nella terra e invano cerco di spiegarLe che le nostre propaggini prensili non servono a scavare, almeno vestiti cosi..

L ‘ integrazione è impotante ma l’igene pure.

Cani perlustrano l’erba seguiti da padroni muniti dei loro sacchetti da raccolta, come esseri raminghi costretti da vigili arguti e fetenti.

Da quassù,  da sopra questa scalinata di pietra lo sguardo si perde e viaggia sui pulcini rossi, blu e le loro millemila palle con su l’insegna stampata  della SCUOLA CALCIO, vola e scivola sui ricordi di quando ero bambino e qui non c’erano altro che pietre e agrumi e graminacee ostili. Noi si sfidava le ortiche e gli sterpi e si giocava con nulla o quasi. Non c’erano macchine e l’unico segno di traffico era solo il ronzio stridulo di qualche lambretta.

E il vento è sempre uguale però,  punge sempre di questa stagione ma non ha odori che non siano lezzi.

È bello qui al parco Ricchello! Ogni tanto a rovinar tutto m’arriva la musica di  Nino D’Angelo di una Mercedes targata Cracovia di uno che credo sia sordo o finga di esserlo.

Elena corre ed io con le mie follie ad inseguire le sue immense  fantasie. Piccoli passi i suoi, piccoli passi i miei insieme verso domani. 

Si gira, mi guarda e m’irradia con un sorriso che solo basterebbe a riscaldare il mondo ” papà è bello qui! Ci sono i garrubi e il mirko profumato e poi ci sono i bimbi biondi che parlano un inglese che non capisco. Papà è fantastico, possiamo dormire qui, io e te sotto le stelle?”.

Il vento soffia, passa leggero, andiamo verso l’esser grandi e verso casa che facciamo la polenta oggi 🙂

Cronaca da Belloculo

Oggi a belloculo  la giornata è cominciata benissimo. Si era sparsa la notizia che l’agenzia delle entrate fosse impraticabile. 

Si era pensato ad un attacco terroristico, poi si era sparsa la voce di un crollo ma alla fine si è capito che durante la notte qualche buontempone aveva pensato bene di farcire l’edificio con tonnellate di big babol. Ecco perche a Belloculo stamattina la tramontana sapeva di fragola.

Mentre la gente vociferava su quanti Polifemo avessero masticato durante la notte e dipendenti con il badge in mano protestavano perché la giornata non gli sarebbe stata retribuita, dall’altraparte del marciapiede quelli del club “equitalia tutti ladri” facevano festa e progettavano luminarie multicolor e una grancassa per la banda.

Insomma improvvisa e gradita festa a Belloculo oggi!

Al bar tutti compravano Big Babol e sigarette, caffè e Big Babol, cornetto e Big Babol e in men che non si dica il bar ” da peppino” aveva finito tutto e il proprietario benediceva i “polifemici benefattori”.

Poi sono arrivati i vigili del fuoco e la festa è finita e il solito grigiume ha avvolto tutto e tutti, tranne i dipendenti dell’agenzia delle entrate -che quelli son sempre grigi- . Quando li guardi, li fissi ti chiedi se amano, se vivono e se respirano.

Istantanea

Sento Donna Summer tra gli schizzi dell’irrigazione che polverizza  sul mio gramignone appena rasato.

Hot stuff si sparge nel prato e m’avvolge tutt’intero con la mia bistecca di manzo al sangue e tutti sti bicchieri di malvasia del 2013 che sembra 3025.

La mia mandibola sganascia sapori di grassi e untezze varie, saturosi aromi che seguono gli Intini mani.

E la luna si specchia su questo stagno mentre un gatto rompiballe si struscia sui miei jeans consumati e vorrebbe un boccone pure lui.

Rifletto che sono a ottobre ma sembra quasi giugno non fosse per il rosso dei platani e che la gente ha smesso di far cagnara già a quest’ora.

E chi lo vuole il sole, il Natale? E chi la vuole la cuccagna? E chi lo vuole Ulisse con l’erede Angela?

Mi piace stare qui con il rumore di gocce e percussioni ritmiche che dicono che la gente si diverte, Mi piace stare qui con il coltello che sferraglia e stuzzica quest’osso.

Mi piace!

Belloculo. .il posto più bello del sud

Qui a Belloculo non fanno la notte bianca ma rossa a pallini gialli.

Sarà perche Belloculo è un paese multi etnico,  multi tutto e super super.

Belloculo è bello e se non ci fossero i bellaculiani sarebbe fantastico, il più bel paese deserto dove vivere.

Qui e la ancora qualche sparuto turista, di quelli che si son bevuti i soldi per il rientro o che non hanno posto dive tornare.

Mi piace, la sera quardare il mare da sopra la collina, tra tutti quei menhir e dolmen e catapecchie.

Sembra sia li, tutto per me, grande e blu, sempre in movimento. Lo guardo che si abbraccia con le nuvole con quell’aria placida e sorniona.

Mi piace che qui non c’è l’inquinamento acustico né luminoso.

Io e il mare…a Belloculo, con solo il vento che carezza l’erba e gli ultimi fiori dell’estate.

Avanzi

Perché la gente pur di farti sentire presente, importante, ti lascia solo degli avanzi?

Ogni tanto ti lancia un contentino..un osso di vacca con un filino di polpa evti sorride incoraggiandoti come ad invitarti all’annuale baccanale dei Lions.

Pensano tutti che tu sia uno scemo come in un format standard, certi che la loro finzione sia l’unica cartezza plausibile. Certi di farti apparire la vita magra come in un’interminabile carestia biblica.

E tu sei li davanti alla tua ciotola dove il sole si riflette con le lumache che girano e fanno girotondo nel vuoto. Avresti voglia di mordere, d’addentare ancora dopo aver consumato anche le radici dell’ultimo albero che rimane.

Aspetti…come se la tua pazienza fosse infinita e solida. Attendi che l’uscio si apra ancora appaia un dono, profumato e buono che poi alla fine potrebbe anche essere in scatola o sugelato.

Poi uno si fissa anche perché ha tutti i denti sani.

Amnesie 

Ho la memoria corta,  per questo spesso non rispondo mai. ..è che non ricordo le domande e quindi non posso confezionare risposte.

Compro  di tutto solo  per non dimenticare  nulla e quando arrivo a casa iinevitabilmente di dimenticato il necessario. 

Non mi ricordo dove vado o da dove vengo e per questo poi non arrivo mai ed ho sempre l’impressione d’essere un apolide. 

E poi ci si mettono gli altri a raccontare di progetti ed esperienze ed io mi sento quasi un menomato poiché non ricordo esperienze e conseguentemente mi sento sfornito degli strumenti mentali per progettare.

Chiederò la pensione anticipata e a Natale un navigarore nuovo. 

Castelli di sabbia

E tra le mie zampe le tue manine delicate crescono cumuli di mille e mille e millemila granelli, come fanno i grandi che costruiscono per poi rifare bene o male.

Mentre l’altro mondo..tutto, si cimenta in impegnativi e inutili selfie da spiaggia, piano piano ogni secchiata diventa fortezza ed ogni pupo si perde in fossati di posedonia stinta.

Nudi i tuoi capelli disegnano ombre di mare e d’oro …intorno a noi e al nostro maniero.

E ogni cosa diventa fantasia tra questi passi e forme che ignoti piantano come terremoti nei pressi di quello che gioco, mio, tuo…nostro..solo..

Ad ogni sorriso la sabbia luccica e s’ empie di monete e dobloni, di forzieri e tesori e le nuvole passano ….spolverando favole che sanno di alloro e ciclamini, di te e  i tuoi pensieri che esplodono come bomba che colora su questa spiaggia immensa,  calda, ricca, fortunata d’averti…come me.

 

Per Avvocatolo & c.

Gli amici non crescono mica sugli alberi!

Almeno qua, a Belloculo e hinterland! 

Piuttosto li si può incontrare in un resort di lusso ma non è mica roba di tutti i giorni.

Li riconosci subito, dalle ciabatte,  da come ridono, da come ti vengono incontro e da come  rotolando.

Succede che dopo fiumi di parole scritte e lette -più lette che scritte-, ti crei la tua verità, qualcosa ti si è mosso  dentro, dentro gli intestini, ancora più dentro… dove non ti vedi, in profondità e quel che è scritto rimane e luccica. 

Il te stesso zoppica, singhiozza…trema.

Parole che ti fanno percepire quanta umanità ci sia in chi le scrive e quanto stesso ci sia  di vivo…di vero.

Gli occhi corrono le lettere, le righe,  ti senti in una grande betomiera dove tutto gira, si mischia…il mio…al tuo.

E poi ci si incontra al tavolino di un bar, sotto le palme a sorseggiare porcherie in bicchieri di plastica, appollaiati su sedie zoppicanti per turisti, col tempo che gira intorno e passa. 

Ogniuno con mogli e figli, progetti, idee, vite differenti.

Io dico di me, tu di te, la storia cresce in quel che era nato. 

Senti quel che già sapevi, che stai bene…cosi!  Qui! Ora!

 Di fronte a questa pizza che poi diventa grappa e poi arriva un saluto, un abbraccio, un grazie…a me..a te…  a noi…a questa vita che ci ha fatto incontrare.

Sarà ma oggi mi sento un po più ricco, un po più grande.

Però la prossima volta andiamo a pescare 🙂

ARRIVEDERCI!

Minkman -uomo sub-, avventure e uccisioni inutili a Mancaversa

Muta in spaccato mimetico con bordini rosa – ultimo modello ysl-, maschera gialla tipo spider man, pinne leopardare da anea profonda.
 Scruta l’orizzonte…non ci sarà buco in grado di diventar tana oggi!
Il sole picchia nell’insenatura e sembra ricordare “mezzoggiorno di fuoco”, manca la musica di Morricone e il campanile.
Tra le alghe il vecchio pirichì cerca di far colpo su pesce e pescesse ma la tramontana non promette niente di buono. Son tutte intente e affaccendate.
Minkman osserva con occhio di falco, dietro il filo di poseidonia, sornione e infido attende… l’attimo. 

Punta, mira, mette la sicura e poi la toglie, spara….
Il cannone scarica la forza dei due elastici da 7,5 nell’acqua generando un boato come manco la bomba di Hiroschima.
Il vecchio pirichì simane secco sul colpo colpito da infarto fulminante. Spasmi per tutti il suoi 5 centimentri di lunghezza. Raggiunto e squarciato dal dardo scivola verso il fondo seguendo il metallico oggetto in una veloce spirale di morte..
Dall’acqua emerge come tricheco in asfissia Minkman che sbraccia verso riva, urlando “UN PESCEEE” e levando il trofeo al sole ride compiaciuto col boccaglio che li penzola e quasi l’annega.
Sul bagnasciuga esseri …saltellano inneggiando l’inutilità del padre, Ridendo inconsapevoli della sua pochezza.  Aspettano il nuovo pesce con i loro secchielli gialli.
Un altro pirichì nella spazzatura oggi. 
Amen!

Riflessioni di un finto capellone

Vento tra i capelli, aspetta,  seduto sotto il suo albero preferito intento a girar come l’ombra dell’unico ramo.

Osserva…. la mosca carnaria che fa l’altalena sulle sue sopracciglia e salta qua e la contenta dell’ospite, giuliva come bimba al lunapark.

Vento tra i capelli ricorda, quando ai tempi della scuola lo chiamavano “permanente”, quando non c’era bisogno di una parrucca, quando le scelte non erano cagionevoli e quando i fiori fiorivano secondo puntuali stagioni.

Riflette i suoi alluci e sulle punte…ricordi poggiati,  intrecciati a  pelucchi di calzini svirgolano al vento caldo che genera vortici che lisciano il viso .

Osserva l’umanità intenta a spingere la stessa cariola in un unico senso e sempre in salita.